MIGRANTI CLIMATICI

PROFUGHI AMBIENTALI: A COSA SONO DOVUTE LE MIGRAZIONI FORZATE?

Le cause delle migrazioni sono sempre state la fuga dalle guerre,  l’aspirazione a migliori condizioni di vita, le persecuzioni e le  intolleranze religiose. Oggi però una delle cause più diffuse è la  migrazione legata alle calamità climatiche: le persone sono  costrette ad abbandonare le proprie abitazioni, soprattutto a causa  delle tempeste, delle alluvioni, dell’aumento della temperatura  dell’aria e del cambiamento delle precipitazioni. Il clima instabile  inoltre ha tre volte più probabilità di causare migrazioni rispetto  alle guerre.

Nel 2019 sono stati 34,4 milioni i nuovi spostamenti interni in 145  paesi e, a livello globale, circa 1900 catastrofi naturali alimentate dai  cambiamenti climatici hanno  provocato 24,9 milioni di  nuovi sfollati.  Secondo il climatologo della NASA James Hansen se si  raggiungessero e superassero i  2° di aumento della  temperatura, potrebbe  verificarsi un aumento del  livello del mare di 5 metri  nell’arco di cinquant’anni.  Questo porterebbe alla  scomparsa della maggior parte delle città costiere, molte persone  sarebbero costrette a lasciare la propria casa e il numero di migranti  climatici aumenterebbe enormemente.  

Quest’anno le Nazioni Unite hanno ribadito che i rifugiati in fuga  dagli effetti della crisi climatica non possono essere costretti a  tornare a casa dai loro paesi adottivi. Il Comitato per i diritti umani  delle Nazioni Unite si era trovato ad esprimersi sul caso Teitiota,  un uomo che aveva chiesto protezione alla Nuova Zelanda dopo  aver affermato che la sua vita era a rischio nel suo paese natale, Kiribati. Oggi l’isola del  Pacifico rischia infatti di  diventare il primo paese a  scomparire sotto  l’innalzamento del livello  del mare.

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BEATRICE ARGIOLAS, BENEDETTA FADDA & SOFIA SUSNIK 2 F

LA STORIA DI IOANE TEITIOTA

FUMETTO REALIZZATO DA PABLO LOY FERNANDEZ, ALBERTO PISU & FRANCESCO SECCI

La Banca Mondiale afferma che entro il 2050 ci saranno 143 milioni di migranti climatici

Milioni Africa Subsahariana
Milioni Asia
Milioni America Latina

LE CONSEGUENZE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI IN AFRICA CENTRALE

In Africa centrale un grave problema è rappresentato principale dalle inondazioni. Infatti, a causa del riscaldamento globale  molti ghiacciai si stanno sciogliendo e questo sta portando ad  un aumento delle inondazioni in tutta l’Africa. Inoltre, c’è  stato anche un aumento della siccità che ha portato ad una  distruzione progressiva dell’ambiente. Il grave problema  dell’acqua in Africa è causato dal fatto che ci sono poche  precipitazioni e l’innalzamento delle temperature scioglie i  ghiacciai, ma allo stesso tempo l’acqua che  così si produce porta solo effetti distruttivi, poiché a causa dello stesso  riscaldamento globale  evapora prima di poter donare  effetti benefici all’ambiente ed alla persone, aumentando così  la siccità. Il paesaggio africano sta cambiando molto e questo  porta ad una perdita enorme nei raccolti e nell’allevamento.  Inoltre il cambiamento climatico causa anche molte malattie:  infatti, a causa delle temperature elevate, l’aria rimane molto  calda e difficile da respirare, perciò le persone rischiano  molti problemi cardio respiratori  e per la  grande  povertà che c’è in quei luoghi le persone non possono  acquistare le medicine. La  scarsità dei raccolti e  la crisi dell’allevamento, causati dal riscaldamento globale, aumentano i  casi di malnutrizione e secondo Maplecroft, un’azienda specializzata nell’analisi dei rischi globali,  una persona su  quattro soffre di malnutrizione in Africa centrale. L’incremento delle inondazioni distruttive ha causato anche un aumento delle zanzare che, anche grazie all’aumento delle temperature,  trasmettono maggiormente la malaria. La scarsità dell’ acqua  presente fa in modo che le persone per procurarsela debbano  camminare per chilometri.

RICCARDO CAPPAI, ALESSANDRO RACCIS & GABRIELE SIRIGU 2 F

LE FORESTE DEL BACINO DEL CONGO

Le foreste del Bacino del fiume Congo sono molto importanti per la regolazione delle precipitazioni e del clima a  livello locale. Inoltre le foreste assorbono l’anidride carbonica, un gas che viene emesso principalmente a causa della combustione di combustibili fossili,  come carbone, petrolio e i gas naturali.  Inoltre l’anidride carbonica è il principale  colpevole dei cambiamenti climatici mondiali. Ma cosa accade quando queste foreste vanno perdute? Gli scienziati  hanno scoperto che la continua deforestazione contribuisce in modo determinante ai cambiamenti climatici, questo  perché distrugge gli ecosistemi nati per la vita di tutte le specie ed anche per la stabilità del nostro clima.  Inoltre,  questa pratica porta al rilascio di una grandissima quantità di anidride carbonica nell’atmosfera.

Dato che  l’industrializzazione è ancora scarsa in Congo, la principale fonte di emissioni di anidride carbonica da questa  regione sono le foreste del Bacino del Congo. Gli scienziati prevedono anche che la continua deforestazione  contribuirà in modo sostanziale ai cambiamenti climatici globali, sia nel Bacino del fiume Congo sia nel resto del  mondo.

RICCARDO CAPPAI, ALESSANDRO RACCIS  & GABRIELE SIRIGU 2 F

 

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