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RACCONTARE
I CAMBIAMENTI CLIMATICI

INTERVISTA IMPOSSIBILE A GRETA THUNBERG

Come già preannunciato oggi osserveremo più da vicino la vita di Greta Thunberg, la straordinaria  ragazzina di 17 anni che ha stravolto il modo in cui ci rapportiamo all’ ambiente. 

Vorrei arrivare subito al dunque: perché ha scelto di  intraprendere questa strada?  

È iniziato tutto a scuola: prima di allora non avevo mai sentito parlare di  una tematica così importante come il clima. Ed è stato proprio il fatto di non esserne mai venuta a  conoscenza a sconcertarmi così tanto. Secondo me era ed è fondamentale divulgare informazioni  di tale portata, perché solo così le persone si renderanno conto del reale problema che ci  perseguita e che potrebbe effettivamente toglierci il futuro. L’unica soluzione che ci rimane è,  dunque, unire le forze e combattere insieme. 

Ha affermato che divulgare è un punto fondamentale per risolvere il problema, secondo lei cos’è  che lo rende così importante?

Credo che lo rendano essenziale soprattutto le persone che non prendono seriamente questa  problematica e penso che sia ancora più grave che la maggior parte dei capi di governo facciano  parte di questo gruppo ormai troppo esteso. Purtroppo il seguente comportamento ci costringe a rimandare gli interventi per fermare il  cambiamento climatico, rischiando che in futuro sia troppo tardi.

Quali sono effettivamente gli interventi necessari di cui parlava  prima? 

Innanzi tutto, secondo me,  è importante che gli stati si impegnino a rispettare l’accordo di Parigi,  diminuendo le emissioni di Co2. Inoltre, per quanto possibile, tutti noi potremmo ridurre, nel nostro piccolo, l’utilizzo della plastica  e della carne, in particolare quella prodotta delle grandi industrie.  Queste sono solo alcune delle piccole azioni che possono fare molto per il nostro futuro.  

Le è stata diagnosticata la sindrome di Asperger, cosa  risponde alle persone che minano la sua ideologia, usando  come movente proprio quest’ultima? Crede effettivamente che  questo possa impedirle di vedere le tematiche da lei trattate  con la chiarezza necessaria?  

Questa malattia si lega soprattutto alla mia capacità di interagire con la vita sociale, tuttavia non  mi pone alcun problema nel ragionare in modo lucido.  Per cui rispondo alle persone che screditano le mie parole, dicendo loro che se pensassero di più al  clima e meno alla mia malattia, adesso ci troveremmo in una situazione decisamente migliore.  Inoltre, le invito a documentarsi sull’argomento, perché sono in primis gli scienziati ad affermare  che il nostro mondo sta davvero andando a pezzi. 

Che cosa le ha dato l’idea per la manifestazione del “Fridayforfuture”?  

Un giorno in cui ero particolarmente arrabbiata per il modo in cui la gente ignorava questo tema,  ho pensato “come posso far arrivare un messaggio concreto alle persone che non si interessano  affatto del nostro futuro?”.  La risposta è arrivata da sola, decisi appunto di saltare la scuola e protestare alla vecchia  maniera. Devo dire che fui molto contenta dell’affluenza dei giovani verificatasi quel giorno.  Certamente questa iniziativa non risolve affatto il problema, tuttavia la considero come un  punto di partenza importantissimo. 

Per concludere, vuole lasciare un messaggio ai giovani lettori  che ci seguono?  

In verità, più che un messaggio vorrei che arrivasse un mio consiglio, ovvero: per quanto possa  essere difficile e a volte scoraggiante, non smettete mai di lottare per il clima, perché questo  significherebbe smettere di lottare per il vostro futuro e io da parte vostra non posso accettarlo.

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