Proiezione del film Arbores, di Francesco Bussalai

«Arbores. Il monte Ortobene, Grazia Deledda e la storia perduta degli alberi della Sardegna» di Francesco Bussalai

Al Liceo Pacinotti la “storia perduta degli alberi della Sardegna” appassiona e commuove il numeroso pubblico di studenti e insegnanti.

Giovedì 16 novembre, nell’aula magna “Antonio Manzo” del nostro liceo, quasi quattrocento studenti hanno assistito con i loro insegnanti alla proiezione del film “Arbores” di Francesco Bussalai.

Le classi che hanno partecipato erano tante che la mattinata è stata suddivisa in due turni, con due proiezioni. In un’aula sempre gremita, le aspettative di studenti e insegnanti non sono state deluse. Un pubblico molto attento si è commosso e appassionato alla storia del Monte Ortobene, in cui il regista ha la sua casa, raccontata per immagini, testi, testimonianze, canzoni, musiche bellissime e suggestive. Ai titoli di coda sono esplosi applausi scroscianti, accompagnati da grida e fischi di apprezzamento. Durante il dibattito, studenti e insegnanti sono intervenuti con domande interessanti e profonde, sul film, sulla storia, sul passato e sul futuro della Sardegna, cui il regista ha risposto con attenzione e generosità.

“Arbores. Il Monte Ortobene, Grazia Deledda e la storia perduta degli alberi della Sardegna” è un film sulla deforestazione del Monte Ortobene, che ha partecipato a festival internazionali e ha vinto diversi premi, tra cui il Premio Ostana Lingua Madre al Babel Film Festival 2021.

Nel film, il regista Francesco Bussalai è stato mirabilmente capace di far aderire alle bellissime immagini della natura e della vita del Monte Ortobene le parole di Grazia Deledda, tratte dal racconto “Colpi di scure” e dai romanzi “Canne al vento” e “Il nostro padrone”. I testi di Grazia Deledda sono letti da una giovane madre ai suoi piccoli, nell’intimità della casa, di notte. E mentre gli esseri umani si ritirano e cala il silenzio, il bosco si anima di animali e altre creature.

Il film è impreziosito non solo dalle pagine della grande scrittrice nuorese, ma da altri testi, come le frasi di Giuseppe Siotto Pintor e di Antonio Gramsci in apertura del film, i versi del poema di Peppino Mereu “A Nanni Sulis II”, letti con grande pathos da Stefano Ferrando, sullo sfondo delle desolanti immagini del paesaggio arido e spoglio della Sardegna del primo Novecento, nelle fotografie di Max Leopold Wagner, Vittorio Besso e altri testimoni di quel tempo.

Scandiscono le testimonianze della storia, l’eco di un passato lontano e i ricordi più recenti, altri suoni, altre parole, come i versi di Melchiorre Murenu, divenuti l’inno de “su connottu”, qui cantati dal coro di Orgosolo, e la musica dei Kenze Neke sul testo di Angelo Caria “O Sardigna patria nostra”, che è la canzone della sigla finale.

Oltre alle immagini straordinarie, alla poesia, alla musica, cuore e anima del film sono le persone e le loro testimonianze,
dense ed essenziali. Tra i protagonisti ci sono Fiorenzo Caterini, esperto di foreste e antropologo, autore del bellissimo saggio “Colpi di scure e sensi di colpa”, il linguista Massimo Pittau e Nikola Porku, che è stato per tutta la vita il “custode” dell’Ortobene, la cantante siberiana Sainkho Namtcshylak, Tzia Gavina Mattu Chironi, Donatella Ciusa con Gianmario Manca e i piccoli Giulia e Giacomo, intense e interessanti presenze di un luogo di cui si vuole ricostruire la memoria.

La visione del film “Arbores” e il dibattito con il regista Francesco Bussalai sono stati l’occasione di conoscere e far conoscere ai nostri alunni importanti e misconosciuti aspetti della storia della Sardegna.
L’auspicio è che la conoscenza del passato ci induca a riflettere in modo più consapevole sul presente e che una significativa conoscenza degli eventi e dei fenomeni della nostra storia ci insegni a costruire un futuro migliore per noi e per la nostra terra.

Nicoletta Piu, referente d’Istituto degli Spettacoli



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Sede centrale

Via Liguria 9, Cagliari

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